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	<title>Fondazione Franco Piva &#187; Senza categoria</title>
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		<title>Baldassare Galuppi, Didone abbandonata</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 14:34:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Didone abbandonata di Galuppi (Modena, 1741) è una partitura caratterizzata da una puntuale ricerca della estrinsecazione dei forti e intensi valori drammaturgici del libretto: ci sono, inevitabilmente, gli stilemi settecenteschi comunque ripresentati sempre in modo non astratto ma efficacemente &#8230; <a href="https://www.fondazionefrancopiva.org/2025/01/24/baldassare-galuppi-didone-abbandonata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Didone abbandonata d</em>i Galuppi (Modena, 1741) è una partitura caratterizzata da una puntuale ricerca della estrinsecazione dei forti e intensi valori drammaturgici del libretto: ci sono, inevitabilmente, gli stilemi settecenteschi comunque ripresentati sempre in modo non astratto ma efficacemente funzionale; ma ci sono anche molte invenzioni pure, in alcuni casi sorprendenti per la loro novità e per la loro efficacia drammaturgica. Penso si possa affermare che alla felicità e alla intensità degli esiti letterari corrisponde la felicità e l&#8217;intensità di quelli musicali.</p>
<p>L&#8217;Opera è stata rappresentata in prima ripresa al teatro &#8220;Caio Melisso&#8221; di Spoleto nel 2006 con la regia di Lucio Gabriele Dokcini e la direzione di Franco Piva.</p>
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		<title>Pietro Generali, Adelaide di Borgogna</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 15:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Generali ha composto l&#8216;Adelaide mentre era direttore musicale del teatro di &#8220;Santa Cruz&#8221; a Barcellona , dopo la rinuncia di Rossini per motivi economici, per l&#8217;inaugurazione del nuovo teatro di Rovigo. Questa commissione per Generali era doppiamente importante intanto perché &#8230; <a href="https://www.fondazionefrancopiva.org/2025/01/23/pietro-generali-adelaide-di-borgogna/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Generali ha composto l<em>&#8216;Adelaide</em> mentre era direttore musicale del teatro di &#8220;Santa Cruz&#8221; a Barcellona , dopo la rinuncia di Rossini per motivi economici, per l&#8217;inaugurazione del nuovo teatro di Rovigo. Questa commissione per Generali era doppiamente importante intanto perché si trattava dell&#8217;apertura di un nuovo teatro e poi  perché doveva dimostrare che il Comune di Rovigo non aveva riposto male la sua fiducia. In effetti l&#8217;Opera è molto impegnata e impegnativa da tutti i punti di vista: si può dire che il Generali in questo lavoro abbia utilizzato al meglio tutta la sua precedente esperienza e tutte le suggestioni assorbite dai suoi contemporanei. Quello che si può individuare come donizettiano in questa partitura non può che essere il risultato di un&#8217;autonoma ricerca. Il rapporto, invece, con Rossini, del tutto risolto a favore del pesarese, è molto complesso. La prima Opera rappresentata di Rossini,<em> La cambiale di matrimonio</em>, è del 1810; ebbene, di Generali dal 1800 (<em>Gli amanti ridicoli</em>) al 1810 compreso vengono rappresentate ben 21 Opere buffe in molte città italiane e si può pensare che Rossini, in giro per l&#8217;Italia con i genitori, abbia ascoltato almeno qualcuna di quelle produzioni e che questi contatti, del tutto verosimili, abbiano determinato in lui qualche significativo stimolo creando poi percorsi sostanzialmente paralleli. L&#8217;Adelaide è un lavoro di grande respiro, di forte impegno musicale e drammaturgico, ricco di interessanti invenzioni, di intensa espressività e di una straordinaria varietà ritmica.</p>
<p>La revisione è stata realizzata, in collaborazione con l&#8217;Archivio Ricordi, per la prima ripresa moderna effettuata il 17 marzo 2012 al Teatro Sociale di Rovigo con la partecipazione dei solisti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto (è stato necessario ricomporre le parti dei fiati che non sono state trovate nella<em> partiturina in fine</em> che l&#8217;autore cita. Mirko Bertolini, che ha recensito la prima ripresa, scrive fra l&#8217;altro (www teatro.org, Anno 6, numero 12): &#8220;&#8230;Questo allestimento è anche un prezioso lavoro frutto di uno studio approfondito degli autografi da parte del maestro Franco Piva&#8230; Grande il lavoro del maestro Piva che ha ridato lucentezza a questa partitura dimenticata negli archivi Ricordi. Si è trattato di un evento storico musicale e culturale unico di grande rilievo&#8230;Il maestro Franco Piva è stato eccezionale alla guida dell&#8217;Orchestra Regionale Filarmonia Veneta: la sua lettura filologica ha permesso di riscoprire queste pagine dense di melodie cariche di espressività preromantica&#8230;&#8221;.</p>
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		<title>GIOVANNI PAISIELLO, IL DIVERTIMENTO DEI NUMI</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 16:10:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo Scherzo rappresentativo si passa attraverso molte situazioni espressive e drammaturgiche diverse: dalla leziosità dell&#8217;Aria di Marte Piccioncino innamorato alla densa e tesa concitazione di alcuni interventi corali, dall&#8217;intensa cantabilità delle Arie di Venere all&#8217;eleganza giocosa del terzetto finale. &#8230; <a href="https://www.fondazionefrancopiva.org/2025/01/22/giovanni-paisiello-il-divertimento-dei-numi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo Scherzo rappresentativo si passa attraverso molte situazioni espressive e drammaturgiche diverse: dalla leziosità dell&#8217;Aria di Marte <em>Piccioncino innamorato</em> alla densa e tesa concitazione di alcuni interventi corali, dall&#8217;intensa cantabilità delle Arie di Venere all&#8217;eleganza giocosa del terzetto finale. L&#8217;equilibrio fra i diversi aspetti della dimensione sentimentale e di quella ironica de Dramma giocoso ora si articola in una grande varietà di situazioni che abbracciano aspetti che stanno al di fuori dello stile galante e dello stile giocoso. Il frequente uso del coro (sei numeri sui quindici complessivi) e la presenza di ben tre Recitativi obbligati attribuiscono a questo Scherzo una complessità musicale e drammaturgica di grande rilievo.</p>
<p><strong><span style="color: #888888;"><span style="text-decoration: underline;">La revisione</span> -  ho lavorato sull&#8217;autografo della partitura proveniente dalla biblioteca del Conservatorio di Napoli: la grafia è piuttosto chiara; ho incontrato tuttavia alcuni problemi. Il primo riguarda la presenza di un&#8217;Aria estranea al libretto: ho preferito togliere questo &#8216;corpo estraneo&#8217;; mentre, quindi, la partitura dii Napoli contiene sedici numeri la mia revisione ne prevede quindici. Il secondo problema è nato a seguito di numerose cancellature: quasi sempre la situazione che precede le parti coperte o quelle tagliate non si aggancia con quella che segue e quindi sono stati necessari i conseguenti aggiustamenti. Inoltre: nell&#8217;Introduzione sono state tagliate inspiegabilmente alcune battute e fra il n. 2 e il n. 3 mancano due facciate con la ripresa del coro e con l&#8217;inizio  del Recitativo secco seguente ed è stato necessario concludere il coro e ricostruire la parte mancante del Recitativo. </span></strong><strong><span style="color: #888888;">E&#8217; stato inserito, poi, fra il n. 7 e il n. 8 un testo dialettale estraneo difficilmente decifrabile, che ho tolto, e la ripresa conclusiva del <em>Coro dei Geni, </em>nel ms. soltanto parziale, è stata introdotta  integralmente. </span></strong></p>
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