Catalogo Multimedia

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A) Teatro Musicale

1 - Transiti

2 – Eco e Narciso

3 – G. Paisiello, Il mondo della luna ( San Pietroburgo, 1783 )

4. Los niños miran un punto lejano Op. 120 – Suite rappresentativa per il “Teatro piccolo”

5. Masques, Balletto (prima versione) Op. 24

6. C. Monteverdi, Il combattimento di Tancredi e Clorinda

7. Gaetano Donizetti, La Romanziera e l’Uomo Nero, Duetto: Antonina e Filidoro

8. Gaetano Donizetti, La Romanziera e l\’Uomo Nero, Terzetto Antonina, Nicola,Tommaso

9. Gaetano Donizetti, La Romanziera e l\’Uomo Nero, Terzetto Chiarina, Fedele, Tommaso

10. Arianna, Azione teatrale

B) Concerti

1. Sonatine giocose per clavicembalo o fortepiano Op.18

2 – Variazioni sul nome Gabbris

3. Variazioni giocose concertanti Op. 30 per quindici strumenti

4. Ricercare a dodici Op. 17 per archi

5. Variazioni Canoniche Op. 15 per archi

6. Cadenza per tre clarinetti Op. 20

7. Concerto grosso sopra “Il lamento di Arianna” – versione per orchestra da camera Op.35

8. Sinfonia n° 3 Op. 56 (Canti della città perduta)

9. Ricercare per quattro flauti in sol, Op. 14

10. Sinfonia n° 5 Op. 59

11. Chanson per quattro corni di bassetto, Op. 12

12. Danze d’autunno Op. 51 (per due arpe)

13. Sonata quarta Op. 77

14. Micrologus II Op. 73

15. Canti Notturni Op. 22

16. Frammenti Op. 2

17. Episodi Op. 1

18. Concerto a quattro “chori” Op. 91

19. Bartòk – Piva, Dieci Danze

20. Sonata seconda Op. 67

21. B. Galuppi, Ouverture in Re maggiore e Concerto a quattro n° 7

22. B. Galuppi, Concerti a quattro nn. 1,2,4,6

23. B: Galuppi. Concerti a quattro nn. 3,5

24. Madrigale concertato Op. 28

C. Video

1. Madrigale per archi

2 – O sensazione amata

3. Ricercare a dieci

4. Recitativo e arioso

5 – Ultimo Tempo

6 – Andrea de Carvalho, Circus errans

7. Le Temps Fleuri, Quattro Entremets Op. 47 – Entremet I

8. Le Temps Fleuri, Quatro Entremets Op. 47 – Entremet II

9. Le Temps Fleuri, Quattro Entremets Op. 47 – Entremet III

10. Le Temps Fleuri, Quattro Entremets Op. 47 – Entremet IV

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Altri quattro nuovi Cd

1  – ORCHESTRA DA CAMERA DI VENEZIA

Wilhelmine Von Bayreuth, Concerto per clavicembalo, flauto e archi

Jean Bernard Hoffmann, clavicembalo

Elisabeth Nyffeler, flauto

Friedrich Schwindl, Concerto per flauto e orchestra

Elisabeth Nyffeler, flauto

Direttore

Franco Piva

L’Orchestra da camera di Venezia è stata costituita negli anni ’70, durante la direzione artistica di Sylvano Bussotti al Teatro ‘La Fenice’, e ha svolto per conto del Teatro stesso una intensa attività promozionale con decine di concerti, sempre sotto la direzione di Franco Piva.

E’ stata più volte invitata al Festival di Aranno in Svizzera (fondato e diretto dalla flautista  Elisabeth Nyffeler assieme al baritono Laerte Malaguti) e i due brani riportati in questo Cd sono stati incisi In un Lp (Mondiodis, Parigi) nel 1976: costruiscono l’unico documento disponibile sia dell’Orchestra da camera di Venezia sia della pluriennale collaborazione fra l’orchestra stessa e il Festival  di Aranno  (era prevista una serie organica di registrazioni, ma questa è rimasta l’unica testimonianza).

Delle numerose composizioni che Wilhelmine Von Bayreuth (1709-1758), sorella di Federico II il Grande, ha scritto per i concerti serali che is tenevano al castello di Bayreuth, è giunto finbi a noim, se si eccettua l’Opera “Agenore”, soltanto questo concerto in Sl minre per clavicembalo, flauto e archi, ritrovato nella biblioteca di Wolfenbuttel e integrato nelle parti mancanti dal revisore Willy Spilling.

L’autrice appare, in questo delizioso lavoro, molto attenta a eterogenee sollecitazioni stilistiche, rielaborate in ogni modo con intelligenza e buon gusto; L’ingenuo ma suggestivo tentativo di fusione fra impostazioni strutturali e discorsive di provenienze diverse viene attuato alla luce di una sensibilità delicata e gentile e assume il sapore quasi di un gradevole ed elegante dialogo domestico.

Fiedrich Schwindl (1737-1786), un esponente alquanto significativo della “Mannheimerschule, fu un musicista molto attivo sia come compositore che come esecutore (era clarinettista, flautistae clavicembalista) e organizzatore: lavorò ad Amsterdam, Bruxelles, Londra, parigi, L’Aja, Zurgo, Ginevra, Losanna, Karlruhe. Scrisse 35 Sinfonie, 3 Ouvertures, alcune Opéra-comique e alcuni Singspiele, un Oratorio, una Messa e 4 Concerti, fra i quali quello in Re maggiore per flauto.

In questo lavoro risultano evidenti tutte le caratteristiche tipiche della maggior parte dei Mannheimer: la ricchezza del colore, la presenza di una notevole intensità e varietà armonica ed espressiva, la manifestazione di uno spirito più aperto allo “Sturm und Drang”.

Se da un lato, però, i sospiri di Mannheim caratterizzano in senso preromantico questo agitato e complesso periodo di transizione a cui appartiene anche Schwindl, continuano a rimanere, dall’altro, tutti gli stilemi provenienti dal periodo immediatamente precedente, ma svuotati, almeno parzialmente, del loro significato originario e non ancora completamente rivalutati da nuovi contenuti: l’ambivalenza non risolta provoca inevitabilmente la sensazione di un diffuso manierismo.

2  -  ORCHESTRA DA CAMERA Di radio romania

Béla Bartòk, Dieci danzeStrumentazione: Franco Piva

Franco Piva, Danze d’autunno per vcello concertante e orchestra da camera Op.52

Violoncello concertante: Alexandru Morosanu

Direttore: Franco Piva

Registrazione live in occasione di un concerto effettuato a Bucarest, per la Radio rumena, il 29 ottobre 1996.

La prima versione delle ‘Danze d’autunno’ è quella per due arpe (Op. 51), incisa dal Duo Salzedo.

Quella presentata in questo Cd è la seconda versione; la terza (Op. 60 )  è per orchestra e la quarta per pianoforte (Op. 62). Sugli stessi materiali è stata costruita la Sinfonia n. 4 (Op. 57) ed è stato successivamente composto il Concerto per viola e orchestra (Op. 90).

L’intensa e lunga ricerca che ha portato alla composizione dei sei lavori indicati è partita dalle forti suggestioni delle ‘Dieci Danze’ di Béla Bartòk, da me strumentate per orchestra da camera.

3  -  C L O R I N D A, Azione teatrale per voce recitante, danza e orchestra da camera da camera

Voce recitante: Michele Placido

Testi: Torquato Tasso, Gerusalemme liberata, Canto dodicesimo

Regia: Gabbris Ferrari

Franco Piva

Hor che ‘l cielo e la terra e ‘l vento tace, Madrigale per archi Op. 64

Ricercare a dieci Op. 65

Intermusica Ensemble

Claudio Monteverdi, Combattimento di Tancredi e Clorinda

Solisti del Teatro Comunale di Bologna

Testo: Gastone Sarti

Clorinda: Maria Vittoria Romano

Tancredi: Mario Bolognesi

Direttore

Franco Piva

L’azione teatrale “Clorinda” è stata rappresentata nell’aprile 2001, nell’ambito della Rassegna ‘teatri aperti’ organizzata dalla Provincia di Perugia, a Cagli a a Città di Castello.

La registrazione del “Combattimento” monte verdiano, inserita in questo Cdè stata effettuata a Firenze, nella chiesa di S. Stefano, negli anni ‘80, per la ‘Classico Records (distribuzione Ricordi): stampata su LP è stata poi restaurata a Montevarchi   da Valter Neri.

L’intenso groviglio contrappuntistico del Ricercare a dieci determina una costante tensione drammatica che coinvolge gradualmente buona parte dello spazio ‘normale’ e che non comporta alcuna soluzione.

Composto nel 2000, per ‘Teatri aperti’, è stato inserito in un programma con danza – presentato a Cagli e a Città di Castello – che prevedeva la declamazione da parte di Michele Placido dell’episodio di Tancredi e Clorinda dalla ‘Gerusalemme liberata’ con l’esecuzione del ‘Combattimento…’ monteverdiano, del Madrigale per archi e del Ricercare a dieci di Franco Piva.

L’impostazione strutturale e stilistica dell’Op.64 di Franco Piva segue da vicino,  con pregnanti materiali moderni, quella dell’omonimo Madrigale dell’ottavo Libro di Claudio Monteverdi.

4  -  A  R  I  A  N  N  A, Azione teatrale per voce recitante, danza e orchestra da camera

Voce recitante: Livia Carmignani (testi di Ottavio Rinuccini)

Regia: Gabbris Ferrari

Pietro Antonio Locatelli, Concerto Grosso in Mi bemolle Maggiore ‘Il pianto di Arianna’

Franco Piva, Concerto Grosso sopra ìl ‘Lamento di Arianna’, per archi e arpa Op. 16

INTERMUSICA ENSEMBLE

Direttore: Franco Piva

L’azione teatrale Arianna è stata rappresentata nell’aprile 2001, nell’ambito della rassegna ‘teatri aperti’ organizzata dalla Provincia di Perugia, al teatro ‘Caio Melisso’ di Spoleto.

Il “concerto grosso sopra il “lamento di Arianna” è nato dalle forti suggestioni ricevute a seguito della ‘riscoperta’ e della esecuzione del “Concerto grosso in mi b maggiore ‘il pianto di Arianna’” di Pietro Antonio Locatelli, di cui segue sostanzialmente la struttura e l’organizzazione complessiva del discorso.

Il ‘Concerto grosso’ di Franco Piva si basa sul ‘lamento’ monteverdiano e realizza una ricerca sull’accostamento e l’alternanza di materiali seriali e di altri derivati dal sistema a ‘intonazione assoluta’ di Raffaele Cumar (scale pentafoniche a intonazione assoluta): nel balletto vengono utilizzati i primi per descrivere la situazione di tragica solitudine di Arianna e i secondi per incorniciare i suoi dolci ricordi.

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Pubblicati quattro nuovi cd

La Fondazione, fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, ha pubblicato quattro nuovi Cd:

1) Franco Piva, Los ninos miran un punto lejano per pianoforte Op. 120 (al pianoforte: Franco Piva);

L’autore scrive:

I brani musicali di questo lavoro risalgono alla mia giovinezza.

Sono stati utilizzati per la prima volta, come “Schede musicali”, per un’operazione didattica realizzata a Feltre, in collaborazione con il Comune, dal 4 al 12 maggio 1981.

Sono stati poi ripresi e parzialmente rielaborati nel 2000, per una rappresentazione dei bambini partecipanti al  “Centro propedeutico per il teatro musicale” di S. Pietro in Cariano e di Garda (Verona).

Lo spettacolo, intitolato “L’altra luna” e realizzato da Livia Torboli e da Letizia E.M. Piva in collaborazione con il Liceo artistico di Verona, è stato successivamente ripreso a Rovigo, a Verona e a Bardolino.

Le originarie “Schede musicali” sono state concepite per il ‘teatro piccolo’ come immagini musicali da utilizzare liberamente in base alle necessità rappresentative di lavori progettati e realizzati da bambini.

Per questo Cd, che porta come titolo un verso di Federico Garcia Lorca, è stato fatto soltanto un lavoro di riorganizzazione dei diversi interventi in modo da suggerire, a livello rappresentativo, una vicenda organicamente articolata. Si parte, infatti, dalla presentazione di un gruppo di bambini in cerca di sogni, seguita dai loro dialoghi e da una danza; un grave incidente imprevisto provoca forti reazioni, la caduta dei sogni e un deluso ritorno alla cosiddetta normalità.

2) Franco Piva, Sonatine giocose concertanti per tre organi Op. 21 (all’organo: Franco Piva);

L’autore scrive:

Le Sonatine giocose concertanti per tre organi sono nate per puro caso fra il 1984 e il 1985.

Abitavo a Perugia. Un giorno mi viene voglia di ‘lavorare’ sull’organo. Prendo diversi appunti e la partitura delle Sonatine giocose per clavicembalo o fortepiano o pianoforte,e, senza sapere bene cosa volessi fare, vado sull’organo dell’Istituto musicale ‘Frescobaldi’.

Dopo diverse improvvisazioni, prendo le Sonatine giocose e provo a trasferire su alcuni registri dell’organo qualcuna delle formule presenti  in quella partitura: la reazione immediata è stata di una entusiastica curiosità. Il trasferimento, allora, continua e si allarga e si estende: si consolida gradualmente la convinzione che possa nascere un lavoro singolarmente interessante e stimolante.

Chiamo il mio amico tecnico del suono Valter Neri, a Montevarchi, e gli propongo con entusiasmo di

venire a registrare; qualche giorno dopo si registrano uno per volta i frammenti delle Sonatine eseguiti a turno in molti registri diversi.

Dopo un attento ascolto (purtroppo rimane inevitabilmente il rumore di fondo del motore dell’organo) e dopo alcune prove fatte a domicilio, ritengo giusta e necessaria la creazione di tre fasce sonore sovrapposte in contrappunto libero. Vado quindi a Montevarchi  e, dopo un lungo e intenso lavoro nella sua casa di campagna, realizziamo l’idea.

Il risultato, in parte programmato e in parte libero, può essere sostanzialmente definito come un esperimento di un minimalismo contrappuntistico poliritmico.

Dal momento che tutti i materiali nascono dalla elaborazione degli stilemi  di alcuni drammi giocosi per musica di Baldassare Galuppi,  si arriva in questo Cd alla intensa esaltazione dello stile giocoso  veneziano del Settecento proiettato in una dimensione astratta e surreale.

Le Sonatine giocose concertanti per tre organi sono state utilizzate per un balletto rappresentato a Foligno per il Festival “Segni barocchi” il 5 settembre 1986, con le coreografie di Elsa Piperno e con la partecipazione di Katia Ricciarelli.

3) Franco Piva, Variazioni sul nome Gabbris Op. 111, per organo, quintetto d’archi e arpa (in collaborazione con la Fondazione ‘Masiero e Centanin’ di Padova e con il Conservatorio ‘Venezze’ di Rovigo;

L’autore scrive:

La cronologia non serve, perché i molti eventi, in circa quarant’anni di una speciale ‘convivenza artistica’ fra Gabbris e me, sono tutti presenti.

Dal balletto “Archè”, su musiche mie, rappresentato nel cortile del Palazzo Ducale di Urbino con Elsa Piperno, alla prima rappresentazione al Teatro ‘Caio Melisso’ di Spoleto dell’edizione integrale de “Il filosofo di campagna” di Galuppi-Goldoni, con la mia direzione; dai diversi allestimenti de “Il combattimento di Tancredi e Clorinda” di Claudio Monteverdi, alla realizzazione dell’Azione teatrale “Ion”, su musiche mie, ad Arezzo, nell’ambito della Rassegna del teatro musicale da camera organizzata in collaborazione con il Teatro Alla Scala di Milano e l’Accademia Nazionale di Danza di Roma; dal nostro debutto ne “Il mondo alla roversa” di Galuppi-Goldoni in una coproduzione del Teatro La Fenice di Venezia e del Teatro Sociale di Rovigo, al Balletto “Masques”, su musiche mie, a Gubbio e a Spoleto, alla rassegna ‘Teatri aperti’ organizzata dalla Provincia di Perugia con la presenza di Michele Placido; da “Eco e Narciso”, su musiche mie (Villa Fidelia, Spello), alle “marionette in Opera” con “Il ballo delle Ingrate” di C. Monteverdi; da “Il mondo della luna” di Galuppi-Goldoni, all’”Arianna”,  alla rivisitazione de “Il teatro alla moda di Benedetto Marcello……Sono stati anni di grande intensità, di discussioni approfondite, di ricerche e di esperimenti, di incontri stimolanti, di proficui scambi di idee e di esperienze, di proposte, di progetti, di invenzioni.

Sono stati anni importanti, direi anzi fondamentali per Gabbris e per me perché le numerose operazioni fatte insieme hanno fatto crescere molto entrambi.

Sono stati anni importanti per quanti hanno potuto conoscere e assimilare proposte originali e innovative che hanno sensibilmente arricchito i repertori.

Raramente una convivenza artistica è stata così proficua: evidentemente ha funzionato la costante comunione fra due culture e due sensibilità ‘naturalmente’ complementari.

Subito dopo la sua partenza ho sentito il bisogno di riservargli un significativo intervento musicale: dalle

lettere del suo nome (Gabbris) e del suo cognome (Ferrari) sono usciti due frammenti tematici sui quali ho elaborato una serie di Variazioni.

La prima versione delle “Variazioni sul nome Gabbris” è per orchestra da camera; la seconda è per 13 solisti.

In questo CD è registrata la terza versione (le prime due sono state, almeno per ora, archiviate) per organo, quintetto d’archi e arpa.

La registrazione è stata effettuata a Rovigo, nella chiesa di Sant’Agostino, con la partecipazione della Fondazione musicale “Masiero e Centanin” di Padova (direttore artistico: Franco Angeleri) e con la collaborazione del Conservatorio “Francesco Venezze”.

Alcuni interventi in fase di editing hanno determinato il senso finale di questo lavoro: ricordi, citazioni (da Monteverdi e da Galuppi), suggestioni, immagini sparse suggerite dal suo atelier e dalla sua storia. Complessivamente: canti sospesi e situazioni sospese dentro i silenzi di uno spazio interiore intensamente partecipe.

4) Franco Piva, Le temps fleuri – VIDEOKAMMEROPER op. 45 per quattro corni di bassetto, clavicembalo e fortepiano, flauto e viola, archi, soprano e arpa.

L’autore scrive:

In questa ‘Videokammeroper’ convergono molti risultati delle lunghe e intense ricerche  sui linguaggi e sui procedimenti musicali del Medioevo. Ci sono, infatti, forme sacre (Motetus e Conductus), forme profane (Organum, Madrigale  e Springtanz), forme e procedimenti astratti (Hoquetus, isomelie, isoritmie), melodie originali, eseguite dal flauto e dalla viola, alcune monodie tratte da Li jeux de Robin et de Marion di Adam de la Halle; sono stati, inoltre, inseriti due Ricercari: uno, che incornicia  i diversi episodi, per quattro corni di bassetto,  l’altro per quartetto d’archi.

Quello inserito in questo lavoro è un particolarissimo tipo di Mottetto isomelico, generato dalla simbologia religiosa: le voci riportano tutte lo stesso modello melodico, ma sono organizzate verticalmente a triangolo a seguito della progressiva diminuzione dei valori dal grave all’acuto: risulta, quindi, un canone a tre voci all’ottava per diminuzione progressiva.

Il Conductus, in origine una forma processionale, viene qui costruito sull’alternanza fra un movimento maestoso e solenne e una specie di eco o risonanza interiore, ed è articolato sulla metrica greco-latina.

L’Organum, la prima forma polifonica a noi nota in Occidente, viene qui realizzato a quarte-quinte-ottave parallele, in forma rigorosamente canonica, sempre con l’articolazione metrica greco-latina, generando fra le parti inferiori e superiori un canone speculare rovesciato.

Il Madrigale (“Variazioni canoniche”) è costruito su una serie di dodici suoni organizzata sull’intervallo di sesta; è articolata in forma canonica, ma secondo un meccanismo medioevale utilizzato nelle prime applicazioni organiche della tecnica della variazione, e cioè secondo il procedimento ‘isomelico’: il modello melodico primario viene ripetuto rimanendo inalterato mentre varia continuamente, in coincidenza delle varie trasposizioni, l’organizzazione metrica delle note che lo compongono.

La Springtanz (“Danza di primavera”) è un’antica danza popolare qui costruita sullo stesso frammento da cui sono nate le Isomelie ed è essa stessa isomelica, con il gioco creato dalla ‘irregolarità’ delle pause.

L’Hoquetus, strutturato con la calcolata alternanza  fra suoni e pause, assume il senso di un puntillismo astratto che comunque nasconde una tenue cantabilità.

Le Isoritmie e le Isomelie son nate come organica applicazione del principio della variazione: nelle prime il modello metrico rimane inalterato mentre variano i rapporti melodici, nelle seconde rimane inalterato il modello melodico e varia ad ogni ripresa l’articolazione metrica. Le une e le altre sono qui organizzate in forma canonica, ma in modo aleatorio e la aleatorietà diventa così una ulteriore forma di variazione.

Le monodie di Adam de La Halle vengono presentate, assieme a variazioni stilisticamente coerenti, con l’aggiunta di brevi ‘Cadenze’ nel registro acuto della voce, come richiami o commenti evocativi collocati in una zona timbrica diversa da quella in cui si muovono  le melodie originali, e con il ‘supporto’ dell’arpa, supporto aleatorio e asincronistico costruito su una particolare scala di nove suoni e, rispetto alle monodie, armonicamente neutro ma sostanzialmente convergente.

La successione dei diversi episodi ha una sua logica interiore, che, essendo gli episodi stessi allegorici, può assumere significazioni differenti. Si potrebbe pensare, per esempio, a un viaggio dai giochi infantili alla conoscenza dell’amore, attraversando  situazioni progressivamente sempre più impegnative; ma a ciascun episodio e alla loro successione possono essere attribuite anche altre dimensioni narrative e rappresentative. Un elemento costante e inalterabile rimane il Tempo, ‘impersonato’ dal Ricercare dei quattro corni di bassetto, che nel suo divenire accoglie o provoca le diverse fioriture.

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